
La pasticceria siciliana è nata nei conventi e ha due materie prime: la ricotta di pecora e la mandorla. Tutto il resto è variazione.
Il cannolo
La regola è una sola: la cialda si riempie al momento. Se il cannolo è già pieno in vetrina da un'ora, la cialda ha assorbito l'umidità della ricotta e ha perso la croccantezza. Una buona pasticceria vi chiede quanti ne volete e li riempie davanti a voi.
La ricotta dev'essere di pecora, setacciata, dolcificata poco. Le decorazioni — canditi, granella di pistacchio, gocce di cioccolato — sono un contorno, non il punto.
La cassata
Pan di Spagna, ricotta, pasta reale verde, glassa e frutta candita: è il dolce delle feste, ed è pesante come sembra. Se ne assaggia una fetta, non due.
I dolci di mandorla
Qui siamo in zona di mandorleti: la pasticceria secca a base di mandorla — i biscotti morbidi, i dolcetti alla pasta reale, i torroncini — è la cosa più tipica e la più facile da portare a casa, perché dura giorni. Il latte di mandorla, d'estate, è la bevanda che risolve i pomeriggi.

Il gelo di anguria
D'estate cercate il gelo di melone, che in Sicilia vuol dire anguria: un budino freddo di succo, amido e zucchero, profumato di gelsomino e cannella, con le gocce di cioccolato. Si fa nelle settimane più calde, quelle in cui a Racalmuto c'è anche la sagra dell'anguria dentro la festa del Monte.
Colazione inclusa, dolci a parte
Lasciamo caffè e prodotti confezionati in cucina prima del vostro arrivo. Per le paste, la pasticceria è dietro l'angolo.